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Impara dal nerd del tennis come migliorare nel tuo business

La foto è del 2013 durante la premiazione del torneo juniores di Wimbledon. Ad alzare il trofeo più prestigioso è un ragazzo italiano con il sorriso di chi è certo di avere davanti un futuro luminoso. E vedendoli insieme, chiunque penserebbe che tra i due il predestinato al successo è lui. E’ più alto, più atletico, ha vinto lo scontro diretto. L’altro, il coreano, ha la faccia da nerd: più adatto per un circolo di scacchi che per i campi da tennis.
In quattro anni le cose sono cambiate radicalmente. L’italiano, Gianluigi Quinzi, naviga come tanti tra i tornei minori in attesa di una consacrazione che non arriva mai. Ha cambiato allenatori senza mai aver chiara la strada da seguire.
Il nerd coreano fa ormai parte dell’elite del tennis mondiale e chiuderà la stagione tra i primi 10 del ranking (non  è escluso che non arrivi tra i primi cinque). Due anni fa aveva affrontato l’allora numero 1 e aveva perso nettamente. Eppure, era soddisfatto: si rendeva conto che stava imparando a stare tra i gradi. E pochi giorni fa si è preso la rivincita: d’accordo il serbo non era al meglio, ma vincere 3-0 contro di lui è roba da pochi comunque. E come mai uno è migliorato in modo esponenziale mentre l’altro è rimasto fermo facendo due passi avanti e altrettanti indietro?
Semplice, Chung aveva chiara la strategia da seguire per eccellere e ha trasformato le debolezze in punti di forza usando la stessa tecniche che hanno i tycoon che vogliono aumentare il fatturato del proprio business : non poteva avere il servizio esplosivo dei colleghi né la potenza di altri. Ma è riuscito ad emergere ugualmente facendo ciò che dovrebbe fare chiunque voglia avere successo: si è domandato cosa potesse fare per essere unico. E ha trovato la risposta: diventare una sorta di muro umano capace di arrivare pressoché su ogni colpo dell’avversario eliminando ogni errore grazie a una solidità impareggiabile.
Nessuno si muove sul campo come lui, nessuno ha la stessa resistenza a giocare ogni punto allo stesso modo, come un computer. Quinzi è rimasto uno dei tanti: bravo ma non bravissimo. L’altro è invece il nome nuovo del tennis. Può insegnare molto non solo a chi si diverte a giocare con una racchetta in mano, ma ad ognuno che abbia un business e non sia soddisfatto dei risultati. Tutti i liberi professionisti e tutti gli imprenditori sono convinti del valore della propria attività (altrimenti non si capisce perché ci dedicherebbero tempo, denaro, energia e passione a quel business). E pressochè tutti si lamentano perché sono convinti che i consumatori non comprendano a pieno l’impegno che sta dietro la loro attività. Ma se chiedi loro di spiegare in un minuto perché un cliente dovrebbe scegliere i prodotti e i servizi del loro business illustrando un beneficio che li rende unici, faticano a trovare le parole. Non si tratta di un problema di comunicazione, ma di impostazione del business. Manca la strategia per essere unici. Non è solo il punto di partenza a fare la differenza ma la nostra capacità di continuare a crescere, a imparare, a migliorarci.
Parola di Chung. E c’è da fidarsi.

Chung e l’esempio del tennista: rendere unico ciò che fai rende unico il tuo business

 

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